Tav e mistificazione della realtà: il gioco continua

Giornali e TV, a seguito dell’incontro tenutosi a Lione il 3 dicembre 2012 fra il premier italiano Mario Monti ed il presidente francese François Hollande, ci hanno raccontato che è stato siglato un nuovo accordo per la nuova  linea ferroviaria Torino – Lione.

In realtà durante il vertice si è parlato di diversi argomenti e solo in maniera residuale del Tav per il quale è stato ribadito, con comunicati separati, un generico interesse a realizzare l’opera.

La dichiarazione comune diffusa al termine dell’incontro infatti parlava di politica europea, cooperazione militare, sicurezza interna, trasporti, energia, economia, industria e commercio, istruzione,  istruzione superiore e ricerca, lavoro e affari sociali, politica estera, sicurezza e difesa. Il capitolo relativo ai trasporti,  dedicato in larga parte al raddoppio del tunnel autostradale del Frejus (inizialmente spacciato come un tunnel necessario per la sicurezza, ora diventato un raddoppio a tutti gli effetti, a dimostrare ancora una volta quanta volontà ci sia di disincentivare il trasporto su gomma per trasferirlo su rotaia, cosa già possibile con le attuali infrastrutture ferroviarie utilizzate solo al 24 % delle loro capacità), e al raddoppio del tunnel del  Colle di Tenda. Per il Tav solo quattro righe che confermano l’interesse strategico del nuovo collegamento ferroviario fra Torino e Lione. Circa i costi del tunnel di base i due paesi auspicano che l’Ue si faccia carico del 40% del costo previsto dell’opera, pari a 10 – 12 miliardi di euro. Contributo europeo tutt’altro scontato, soprattutto a causa delle ultime ristrettezze economiche con le quali ha dovuto fare i conti anche la Commissione europea.

Intanto, per portarsi avanti con il lavoro, malgrado manchi ancora la ratifica sia del parlamento italiano sia di quello francese, il governo Monti, dopo aver stanziato 790 milioni di euro ad ottobre, ha inserito nel bilancio statale dei prossimi anni 2 miliardi di euro per quest’opera. Soldi che sarebbero serviti alla sanità, oggetto di continui tagli, o alla scuola pubblica, che versa oramai in condizioni disastrose.

Sconcerto ha anche creato la notizia data da radio e Tv, in occasione dell’inaugurazione da parte di Mario Monti della stazione di Porta Susa avvenuta il 14 gennaio 2013: “…Inaugurata la prima stazione dell’Alta Velocità della Valle di Susa”. Ora, considerato che tutti sappiamo che la linea Torino – Lione non passerà da Porta Susa, ma arrivando da Milano correrà intorno a Torino per finire all’Interporto di Orbassano, possiamo ancora fidarci di questi politici e media e credere a ciò che ci raccontano?

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