SE RS È ALICE, IL PD È PINOCCHIO

Abituati da anni a sedere sulla poltrona da Sindaco i signori del Partito Democratico devono essersi sentiti persi a maggio dello scorso anno. Ci hanno messo qualche mese ad elaborare una strategia e non hanno trovato nulla di più che cominciare ad inventarsi una realtà parallela. Avrebbero potuto provare a capire perché, dopo aver amministrato Rivalta per tanti anni, gli elettori li abbiano abbandonati, oppure confrontarsi con i loro referenti a livello nazionale che impongono scelte devastanti per i territori che amministrano, o tanto altro ancora. Invece hanno preferito dimenticare tutto quello che hanno combinato in questi 15 anni. Dimenticano che sono loro che hanno chiesto di costruire l’inceneritore ai confini di Rivalta, oppure che sono sempre loro che hanno avallato il passaggio del TAV sul nostro Comune, che hanno acquistato il Rifoglietto per ben un milione di euro di fondi comunali senza alcun valido progetto di utilizzo o che hanno scelto di ricoprire di cemento ogni centimetro disponibile del nostro territorio riempiendolo di case e centri commerciali. Ma il colpo da maestro è stata la pubblicazione del giornalino Rivalta in Comune distribuito nelle buche dei rivaltesi, sul quale Rivalta Sostenibile viene paragonata ad “Alice nel paese delle meraviglie”. Cosa contiene il “periodico”? Una verità parallela costruita da chi, per tentare di nascondere i danni fatti in 15 anni di governo, preferisce attaccare senza remore. Alcune righe sono francamente esilaranti, ma altre non corrispondono assolutamente alla verità. Il calcolo sul rincaro della tassazione locale è fatto ad arte e dimentica di sottolineare che una famiglia a reddito medio non subirà rincari, mentre le famiglie a reddito basso avranno addirittura una riduzione. Ma soprattutto si dimenticano di dire che l’aumento della tassazione è dovuto in gran parte alle scelte fatte dal Governo Monti con il voto favorevole dei parlamentari del Partito Democratico, del PDL e dell’UDC (IMU, TARES, riforma delle pensioni, centinaia di migliaia di lavoratori esodati, modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) e non dalle Giunte Comunali. Proprio in questi giorni i Consiglieri Comunali di Torino hanno lanciato il loro allarme attraverso il quotidiano La Stampa del 30 marzo sostenendo che, per l’ennesimo aumento delle tasse imposto da Roma, la giunta Fassino porterà tutte le conseguenze dell’impopolarità… ma come? La Giunta Fassino non è una Giunta del PD? E non si riferiscono alla TARES? Proprio la stessa tassa che viene contestata all’Amministrazione Sostenibile dal Partito Democratico rivaltese … ma è quanto mai curiosa questa cosa… Chi scrive su quel periodico di informazione ha le idee poco chiare oppure comincia a diventare sospetto! Tra l’altro, giusto per amore della verità, la parte della TARES decisa dal Comune è pari a 5 centesimi per mq (su un’abitazione di 80 mq si parla di 4 euro all’anno). Anche in questo caso saranno solo problemi di memoria. Addirittura l’ex-vicesindaco scorda di vivere a Pasta. Per 15 anni uscendo dal suo portone non si è accorto di nulla, e ora – dopo 10 mesi di opposizione – lamenta che non sia stata fatta la rivoluzione. I lavori dell’illuminazione dovevano essere realizzati dalla precedente Amministrazione nel 2008, ma con colpevole ritardo furono avviati solo nel 2012 affidandoli, tra l’altro, ad una ditta che poi è fallita. Ringraziamo per la lungimiranza, ma almeno ricordare? La memoria fa brutti scherzi davvero, sempre a Pasta forse dimenticano che la realizzazione della nuova Chiesa dipende da un accordo con un costruttore con il quale la precedente Giunta non arrivò mai a definire alcunché. Ed ora a fatica, in pochi mesi, si dovrebbe fare il miracolo… Ma la storia si ripete ovunque, dalla rotonda sulla provinciale per Rivoli, alle fognature in via Mellano, agli spogliatoi del campo sportivo, etc. Anni senza avviare i lavori, bozze di progetti che giacevano nei cassetti, opere con spese esorbitanti e quindi irrealizzabili, e via di seguito. Ora finalmente si elaborano progetti esecutivi, partono i cantieri, grazie ai nuovi assessori ed al serio lavoro degli uffici comunali. E che dire della pratica di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente (cioè la spesa che garantisce il normale funzionamento della macchina comunale e i relativi servizi erogati)?… una scelta praticata dalla passata Amministrazione e prima criticata dai Revisori dei Conti e successivamente diffidata dalla Corte stessa. La nuova Amministrazione ha deciso di non usare 500.000 euro di oneri di urbanizzazione per finanziare i servizi. Il bilancio del prossimo anno tiene conto di questo, come dei minori trasferimenti dallo Stato (ben 580.000 euro in meno). Con un po’ di buona volontà siamo sicuri che anche i signori del PD riusciranno a ricordarsene.

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