CENTRO STORICO: LA NUOVA VIABILITÀ

Nel centro storico di Rivalta sono stati avviati i primi interventi di razionalizzazione del traffico e di parziale pedonalizzazione. Pur trattandosi di interventi minimi, è iniziata subito una discussione tra favorevoli e contrari. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su alcuni aspetti della questione.

Un primo aspetto utile da ricordare è che il centro storico è un bene comune. Tutti i quartieri di Rivalta hanno dei beni comuni (ad esempio qualcosa di diverso. L’area compresa all’interno delle mura del ricetto, oltre ad includere una parte importante del patrimonio storico ed artisti strade e i marciapiedi) ma il centro storico ha qualcosa in più e quello di Rivalta, è ancora uno spazio a misura d’uomo e soprattutto “a misura di pedone”. Uno spazio che, con delle piccole aree pedonali, può diventare più fruibile e vivibile per tutti, a cominciare da chi ci abita e ci lavora. In sintesi, un bene comune che può tornare ad essere un riferimento ed un punto di aggregazione per tutta la nostra comunità.

Un altro aspetto importante è rappresentato dalla conformazione del ricetto ed in particolare, dalla scarsa compatibilità delle automobili con alcune aree del centro storico. Un simbolo in merito è sicuramente la Torre Civica. La “torre-porta”, su circa tre metri di sede stradale, attualmente deve permettere il passaggio di automobili, bici e pedoni in entrambi i sensi di marcia! Il passaggio delle auto sotto la Torre Civica evoca un po’ alcune cartoline degli anni settanta, quando le macchine, sull’onda del boom economico, avevano invaso ogni spazio.

Mentre quegli stessi spazi sono stati sempre più pedonalizzati, a Rivalta, per tanti anni, tutto è rimasto immutato. Anche la domenica è possibile vedere automobili che, arrivando da via Umberto I, si infilano a velocità “sostenuta” sotto la torre-porta (mentre pedoni, ciclisti, passeggini e quant’altro, intimoriti, si “spalmano” sulle pareti della torre), fanno una prima curva stretta ed a novanta gradi per entrare in Piazza della Pace, per poi magari fare altre tre curve (sempre strette) e ritornare a passare sotto la torre in senso opposto! Una specie di esercizio per il motore ma, appunto, in uno spazio dalle dimensioni non adatte (anche in termini di potenziale concentrazione delle emissioni).

In un centro storico di tutti e poco compatibile con le auto, c’è poi l’aspetto relativo all’equilibrio tra aree pedonali e attività commerciali.

Ovviamente, per chi oggi fa acquisti nel centro storico muovendosi a piedi o in bici, le aree pedonali sono vantaggiose perché permettono di muoversi in condizioni di maggiore sicurezza. Per chi è abituato a fare gli stessi acquisti muovendosi in auto, la realizzazione delle aree pedonali provoca qualche disagio, probabilmente però ci si abituerà presto. Prendendo come esempio Piazza della Pace, i parcheggi presenti esternamente all’area del ricetto, sono localizzati in un raggio compreso tra 50 e 300 metri: si tratta di distanze percorribili da tutti e comunque analoghe (o inferiori) a quelle normalmente percorse nei parcheggi dei centri commerciali o in aree senza il traffico regolamentato.

Anche se è effettivamente complesso ragionare per “categorie di clienti”, è bene tenere presente quei Rivaltesi che comprano nei negozi di Rivalta (e non nei grandi centri commerciali) per scelta, per sostenere la piccola distribuzione e contribuire a fare comunità. Questi Rivaltesi (paradossalmente poco considerati dalle “strategie commerciali”), in un centro storico con aree pedonali che “aggregano” e con attività commerciali che vogliono sentirsi parte della comunità stessa, possono innescare un circuito virtuoso di sostegno reale all’economia locale.

Un ultimo aspetto più generale è che la regolamentazione del traffico, nei centri storici in cui è stata attuata, ha sempre portato dei vantaggi per i diretti interessati (cura dell’arredo urbano, qualità dell’aria, valore degli immobili,…) e, generalmente, chi ha un’attività commerciale in aree pedonali non chiede la riapertura delle strade al traffico! La piccola distribuzione chiude  innanzitutto a causa della proliferazione dei centri commerciali (voluti da quali forze politiche?) e adesso, purtroppo, anche per effetto della crisi che colpisce sia chi vende beni di consumo, sia chi vorrebbe acquistarli. Una crisi economica drammatica, dipendente da dinamiche sovranazionali e non da interventi sulla viabilità.

In definitiva, per tutti questi aspetti, auspichiamo che l’Amministrazione Comunale vada avanti sulla strada intrapresa, tenendo conto di tutte le opinioni e le idee di chi vuole davvero riqualificare il centro storico.

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