I Notav sono tutti terroristi?

Da qualche mese è in atto il tentativo, da parte di gran parte della stampa e della Tv, di avvalorare la tesi semplicistica e fantasiosa che accomunerebbe le persone contrarie alla linea alta velocità Torino – Lione (TAV) al terrorismo e alle Brigate Rosse (BR). Naturalmente, nessuno dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza della più che ventennale storia dei movimenti e dei cittadini che si oppongono alla TAV potrebbe avvalorare questo accostamento (NO TAV = BR).

Il rischio – tutt’altro che remoto – è che a forza di sentire e leggere questa associazione, finisca per essere accettata come verosimile e poi vera da una parte consistente dei nostri concittadini, quelli più distratti e intellettualmente pigri. Coprire le ragioni di dissenso legittimo, civile, profondo, e trasformare il tutto in una questione di ordine pubblico, è il tentativo che la classe politica nazionale (PD-PDL in testa) e quella locale derivata, hanno messo in atto ormai da qualche anno. Infatti, da quando l’Osservatorio ha dimostrato che la Tav non è utile e non è urgente, oltre ad essere terribilmente costosa, si è preferito ignorare tale conclusione  applicando la cosiddetta “decisione politica”. Tale decisione è quella che la politica adotta ogni qual volta è incapace di informare, di spiegare, di convincere i cittadini circa le ragioni per  fare o non fare qualcosa.

Come accade spesso nel nostro paese, gli interessi economici si fondono con quelli politici (e viceversa) e il cerchio si chiude. In questi giorni abbiamo l’ennesima conferma con la vicenda della Lorenzetti, ex  governatore PD dell’Umbria, ed arrestata nell’ambito dello scandalo dell’alta velocità a Firenze. Come  sempre, a rimetterci sono le finanze pubbliche e i cittadini.

Ad accomunare chi è contrario al TAV con il terrorismo, non si fa un servizio alla verità ma neppure al Paese. Altrimenti, applicando la stessa logica, ci troveremmo a dover sostenere che quelli che vanno allo stadio sono teppisti, che quelli che vanno a ballare in discoteca  sono strafatti di alcol e droghe, che i dipendenti pubblici non lavorano, ecc.

Pertanto perseguiamo coloro che tirano le pietre in Valle di Susa, i teppisti allo stadio, in discoteca e in ogni dove, così come i fannulloni che rubano lo stipendio, ma occupiamoci una volta per tutte  di chi usa la politica per diffondere la corruzione e la disonestà, impedendogli di fare politica. Prima che sia troppo tardi e per evitare che i soliti italiani “distratti” si convincano che “la politica è una cosa sporca” e che i politici sono tutti ugualmente disonesti e corrotti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.