Referendum: nel dubbio votiamo NO

La Costituzione Repubblicana, definita la più bella del mondo, costituisce un efficace ed equilibrato sistema di pesi e contrappesi posto a baluardo di possibili forzature e colpi di mano di chi, ha il compito di governare l’Italia. Ma soprattutto la Carta del ‘48 fu  plasmata da uno schieramento di forze politiche estremamente vario e composito che cercava con estremo equilibrio la rappresentanza e la partecipazione di tutte le componenti della politica, della religione e delle minoranze etniche e/o linguistiche della società di allora.

Ora, non si può pensare che un lavoro, pur così importante, non si possa modificare (tant’è che dal 1948 ad oggi sono state approvate ben 38 leggi Costituzionali, di queste, 16 hanno apportato una modifica vera e propria alla Costituzione) ma un conto è aggiornare o, come si dice, ammodernare, altro è stravolgere. Facciamo alcune considerazioni preliminari.

E’ giusto modificare la carta Costituzionale a colpi di maggioranze, in un parlamento come quello attuale, sapendo che:

  • dalle ultime elezioni, nei soli primi due anni di legislatura, ad oggi ci sono stati 325 passaggi da un partito all’altro ad opera di 246 parlamentari;
  • l’attuale Parlamento è stato eletto con una legge elettorale (Porcellum) fatta da una minoranza in parlamento, grazie ad un premio di maggioranza definito successivamente “abusivo” e illegittimo dalla Corte Costituzionale;
  • Alcune domande sorgono spontanee:
  • Occorre inoltre valutare gli effetti perversi dell’abbinamento dell’attuale legge elettorale, l’Italicum, con le modifiche di ben 47 articoli della Costituzione del 1948 proposti da Governo, ciò che viene comunemente definito il “combinato disposto”. Ebbene in base a questo doppio effetto, riforma –Italicum, si creerebbe di fatto un Premierato assoluto, ossia il Premier potrà scegliersi il Presidente della Repubblica che più gli piace, i membri della Consulta (Corte Costituzionale) e del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), ovvero gli organi più importanti che la Costituzione attuale pone a garanzia del sistema, ed è dunque fondamentale che siano (e rimangano) autonomi e indipendenti.
  • Possiamo noi cittadini fidarci di un Governo e un Premier che propongono cambiamenti, spacciandoli pomposamente per riforme, se abbiamo il “ragionevole sospetto” che lo faccia esclusivamente per l’interesse del momento, suo e di chi lo sostiene (Banche, grandi gruppi finanziari e multinazionali)?
  • Possiamo fidarci del Governo Renzi, formalmente di centrosinistra ma sorretto da forze di centrodestra (dentro e fuori il Parlamento), che propone una modifica della Carta Costituzionale concordata con Alfano e Verdini?
  • Come facciamo a considerare “riforme” degli interventi normativi come la legge Del Rio, che ha abolito le Province, costituendo le Città Metropolitane e un “pasticcio normativo” senza precedenti? Di fatto questa “riforma” lascia un terribile vuoto di funzioni e competenze che erano in capo alle Province e che ora dovrebbero essere esercitate dalle Città Metropolitane (attualmente un insieme di uffici vuoti, con funzioni depotenziate e con carenze di personale) con parecchie confusioni e sovrapposizioni di compiti con le Regioni.
  • In ultimo, che dire della composizione che con la riforma Boschi – Renzi, avrebbe il nuovo Senato, ridotto a 100 senatori: 21 Sindaci, 74 Consiglieri Regionali e 5 nominati diretti dal Quirinale? È possibile pensare, che i Sindaci e i Consiglieri Regionali che saranno mandati dalle Segreterie dei Partiti a fare i Senatori difficilmente avranno la preparazione e il tempo per occuparsi di importanti questioni legislative (nazionali e internazionali!), finendo per non fare bene né l’uno né l’altro compito?Nel dubbio votiamo NO, Grazie.
  • A delineare ancora meglio questo pasticcio normativo spacciato come Riforma Costituzionale, c’è il quesito Referendario che è a dir poco fuorviante. Come si fa a chiedere a cittadini, poco o male informati, di decidere se, per caso, siano o meno favorevoli: “al superamento del Bicameralismo paritario, alla riduzione del numero dei parlamentari, al contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni, alla soppressione del CNEL” ecc. ecc.? E perché non aggiungerci un buono per un soggiorno al mare, per l’acquisto di una nuova casa o di nuova auto per chi voterà sì al Referendum Costituzionale? In fondo promettere costa niente e i regali finora Renzi li ha fatti (a partire dagli 80 euro ai pensionati, i 500 euro per consumi “culturali” ai 18enni ecc.) tutti rigorosamente coi soldi nostri, aumentando il debito pubblico di altri 80 miliardi. Cari concittadini… diffidiamo delle scorciatoie e valutiamo attentamente se non sia il caso di rimandare al mittente questo pericoloso tentativo di stravolgere la Costituzione e di aumentare i poteri di un uomo solo al comando;

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