Blocco dei Diesel: Rivalta Si o No?

Di Alberto Poggio

Da questa mattina i diesel (eccetto Euro 5 e 6) non possono circolare a Torino. Già … ma a Rivalta? Molti cittadini se lo staranno chiedendo da ieri. Magari per capire come andare al lavoro, portare i figli a scuola, andare a fare una visita medica e tutte quelle cose per le quali spesso e purtroppo ti tocca usare l’auto. Specialmente a Rivalta.
Ieri sera vado sul sito del comune per cercare un avviso, qualche informazione. Ma non trovo nulla.

Considerato che ne parlano tutti i mezzi di informazione fin da ieri, da parte dell’Amministrazione Comunale mi sarei aspettato almeno un minimo di informazioni. Ad esempio:
– Se Rivalta attua lo stesso blocco dei diesel stabilito da Torino (o qualche altra limitazione)
– Se si prevede di attuare il blocco nei prossimi giorni. E come e quando sarà deciso
– In caso di blocco, quali mezzi potranno circolare e quali no. E in quali orari. E su quali strade sarà comunque consentito il transito
Provo a cercare qualche notizia in giro. Trovo varie dichiarazioni di sindaci di altri comuni: dicono che per ora non attueranno il blocco. Ma su Rivalta e le intenzioni della sua attuale Amministrazione non trovo nulla.
Non entro nel merito della rilevanza del problema dell’inquinamento atmosferico, tantomeno sull’utilità o meno della misura dei blocchi della circolazione. Non è questa la sede e neppure il momento.
Sono uno dei tanti cittadini rivaltesi che semplicemente vorrebbe sapere come fare oggi e nei prossimi giorni. A quanto pare dovremo arrangiarci.
Diceva: “Se qualcuno intende fermarsi – ha continuato perentoriamente de Ruggiero illustrando i dati il 10 ottobre – dovrà assumersi le proprie responsabilità sulla tutela della salute dei cittadini. Siamo la maglia nera in Europa per la qualità dell’aria e, secondo i dati dell’OMS, a causa di cosa respiriamo abbiamo aspettative di vita ridotte di ben tre anni rispetto al resto del continente. Noi continueremo la nostra battaglia, perché la salute dei piemontesi non può essere oggetto di tentennamenti, di rinvii o, addirittura, di marce indietro nell’adeguamento dei centri abitati alle misure per limitare la circolazione delle auto e per favorire alternative come il mezzo pubblico, la bicicletta, la pedonalizzazione. Per questo mi auguro che il buon senso prevalga, insieme alla consapevolezza che i cittadini, essendo in ballo la loro salute, sapranno trarre le giuste conseguenze dalle scelte dei propri amministratori”. Era il 10 ottobre 2007. In questo aveva proprio ragione.