Video della serata del 16 Maggio 2019

Come auspicato all’inizio della serata al Mulino organizzata da Rivalta Sostenibile, il confronto fra i tre candidati al Consiglio regionale è stato un incontro di boxe e non una rissa.

Un duello serrato ma rispettoso delle regole, quindi, dove le diverse posizioni hanno potuto misurarsi senza alcuna limitazione se non quella dettata dal tempo, rigidamente contingentato per garantire la massima par condicio a ognuno dei tre. Andrea Appiano (PD, con Sergio Chiamparino candidato presidente), Francesca Frediani (M5S, candidato presidente Giorgio Bertola) e Mino Giachino (lista Sì TAV Sì Lavoro, parte del centrodestra che sostiene Alberto Cirio) hanno lavorato di sciabola e di fioretto per quasi due ore di fronte ad un pubblico attento, rispondendo alle sei domande rivolte a tutti loro da attivisti e attiviste di Rivalta Sostenibile.

Domande che hanno esaminato alcuni dei grandi temi della campagna elettorale, alla luce della loro proiezione sul nostro territorio, a cominciare da quella inerente alle prospettive dell’ospedale San Luigi.

I tre sono risultati sostanzialmente concordi nel sostenere la prospettiva del mantenimento e rafforzamento di questa struttura sanitaria, così rilevante per la nostra zona, ovviamente con sfumature diverse: Frediani ha criticato la mancanza di confronto, da parte del governo regionale uscente, con il territorio e con lo stesso Consiglio regionale, definendo inoltre incomprensibile il fatto che, per il laboratorio di analisi, continui ad essere punto di riferimento l’Ospedale Mauriziano.

Appiano ha difeso l’attuazione del piano di rientro – dovuto alla situazione finanziaria trovata al momento dell’insediamento del centrosinistra, nel 2014 – e ricordato l’apertura dei nuovi pronto soccorso e medicina d’urgenza, a dimostrazione della volontà di rafforzare l’ospedale.

Da parte sua, Giachino, oltre ad aver preso posizione per il rafforzamento del San Luigi, ha stigmatizzato il fatto che la sanità piemontese perda fino a cento milioni l’anno per via dei pazienti che si rivolgono a strutture fuori regione, esprimendo anche qualche perplessità a proposito del fatto che il progetto della Città della Salute preveda di accentrare funzioni finora proprie di ospedali “tematici”. 

La discussione è quindi passata al casello autostradale di Beinasco, croce senza delizia per automobilisti, camionisti e residenti nella zona circostante, congestionata dal traffico di chi vuole evitare il pedaggio. Su questo punto, non si sono registrate grosse differenze fra Appiano, Frediani e Giachino; pur con accenti diversi, hanno tutti sostenuto che il casello, ormai gestito in proroga da anni, va abolito in un quadro di revisione complessiva della gestione del sistema autostradale torinese e piemontese.

Sul trasporto pubblico locale (bus e linee di metropolitana su Rivoli e Orbassano), Frediani ha ribadito la sua centralità per il governo regionale, sottolineando come l’Agenzia per la Mobilità stia lavorando per la riorganizzazione delle linee extraurbane, ricordando i nuovi mezzi in via di acquisto e l’impegno del M5S per il prolungamento della metro 2 sino ad Orbassano. Giachino ha denunciato i gravi ritardi nel trasporto pubblico, a partire dalla metropolitana, dovuti alla mancanza di competenza delle amministrazioni: la linea 2, necessiterà almeno dieci anni per essere realizzata e, per ridurre l’inquinamento, va migliorato il parco vetture.

Infine, Appiano ha ricordato le competenze dell’Agenzia regionale per la Mobilità sul piano dei trasporti e sottolineato l’esigenza di razionalizzare la rete eliminando le sovrapposizioni delle linee. Sulla metro, il finanziamento nazionale è centrale, ha concluso, ma per Rivalta a fare la differenza sarà la stazione del SFM, il servizio ferroviario metropolitano. E proprio quest’ultimo è stato il tema della quarta domanda posta ai candidati, con particolare riferimento all’impatto sulla viabilità del cantiere della nuova stazione San Luigi.

Appiano ha rievocato le risorse aggiuntive reperite per realizzare il nuovo collegamento ferroviario San Luigi – Le Gru – Porta Susa e sottolineato la necessità che Regione e territorio lavorino insieme per minimizzare il pur inevitabile impatto del cantiere di un’opera comunque irrinunciabile. Nuove risorse, perché si è collegata l’opera con il progetto della TAV, associando l’utile all’inutile, ha replicato Frediani, che ha aggiunto una critica rispetto ad un’eccessiva distanza della nuova stazione dalla struttura ospedaliera.

Giachino ha dal canto suo attaccato l’amministrazione regionale uscente per i ritardi accumulati sul terreno dei trasporti e della viabilità, ritardi che hanno fatto perdere al Piemonte varie aziende.

A scaldare il dibattito tra i candidati (e un po’ anche la platea) è giunto il quesito forse più scottante e divisivo, quella TAV il cui progetto prevede tra l’altro dieci chilometri di tunnel sotto la collina morenica tra Rivoli e Avigliana, con un forte impatto dei cantieri sul territorio comunale di Rivalta. A dare il via alle risposte è stato Mino Giachino, che ha esordito rievocando la scarsa crescita del Paese e la forte disoccupazione, per cui rilanciare crescita e lavoro è l’obiettivo fondamentale, che richiede competitività sul mercato mondiale.

Andrea Appiano ha ricordato il ruolo dell’Osservatorio sulla TAV, punto di svolta rispetto al progetto originario che ha perfezionato l’idea di un nuovo trasporto su ferro che limiti il traffico commerciale su gomma, inquinante. Il tunnel di base è quindi necessario; sulla tratta nazionale il dettaglio non c’è ancora, possiamo studiare insieme come limitare l’impatto.

Ha concluso il giro delle risposte sul TAV Francesca Frediani, che si è chiesta come si possa fare affidamento, per rilanciare il Paese, su un’opera che sarà forse completata tra vent’anni. In Valle di Susa, ha aggiunto Frediani, c’è già una linea ferroviaria sottoutilizzata sulla quale sono stati investiti molti soldi in anni recenti. Meglio intervenire sulle carenze infrastrutturali delle linee attuali, così si creerebbe davvero lavoro, non lavorando ad un’opera inutile.

Il dibattito si è quindi spostato, con l’ultima domanda, alla questione della raccolta e trattamento dei rifiuti, argomento che comprende le prospettive dell’impianto del Gerbido. Frediani ha evidenziato come il centrodestra si sia in passato disinteressato al tema, mentre in questa legislatura si è discusso del piano regionale dei rifiuti, con azione pressante di parte del M5S che ha ottenuto lo stop dell’inceneritore nel 2033. Occorre spingere sulla differenziata, ha aggiunto la candidata pentastellata e lavorare su riciclo e riuso.

Giachino ha replicato che l’inquinamento nell’area torinese è peggiorato nonostante i cambi della guardia nelle istituzioni. Serve un piano organico per l’inquinamento, con inceneritori, più trasporto su rotaia (compresa la TAV) e incentivi per sostituire veicoli e caldaie, ha chiosato l’esponente del centrodestra.

Ultimo a rispondere, Appiano ha ricordato che Regione non aveva un piano rifiuti dal 1996, cosa che ha impedito un trattamento standard del problema. Quando terminerà il ciclo di vita del termovalorizzatore, ha concluso il candidato del PD, dovremo essere pronti avendo potenziato riciclo e riuso e aggregato i consorzi per la raccolta, facendo economie di scala.

I tre candidati, in un ordine che è stato sorteggiato al momento, hanno quindi concluso la serata con un appello al voto.

Come Rivalta sostenibile, non possiamo che essere soddisfatti di questo risultato, l’aver offerto a tutti i nostri concittadini e concittadini interessati un bel momento di informazione, in un clima caloroso e civile.

Qui sotto troverete il video integrale dello svolgimento della serata.

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