Storie Rivaltesi: Piazza “Stonehenge” di Gino Gallo

L’area dove oggi si svolge il mercato settimanale del martedì era chiamata un tempo dai rivaltesi “I gerb”, i Gerbidi, lo stesso nome che ha la piazza nella toponomastica attuale.
Ma com’era e come veniva usata in passato quest’ampia area? Come dice il nome era una zona incolta, lasciata a gerbido. Dove si trovano oggi il parcheggio e la pista di skateboard vi erano “I tampàss”, due pozze alimentate tramite una derivazione dell’acqua dalla vicina bealera comunale e usate in estate dai contadini per far macerare la canapa e d’inverno per la produzione di ghiaccio che poi veniva portato per la conservazione nelle ghiacciaie del paese. Poco tempo dopo la fine della II Guerra Mondiale, l’Amministrazione Comunale decise di trasformare l’area in pioppeto, che qualche tempo dopo divenne un luogo di ritrovo per i giochi dei ragazzi del paese, ma anche per gli appassionati del gioco delle bocce che la domenica pomeriggio preferivano giocare “sul libero” invece che sui campi regolarmente tracciati di fronte all’osteria di Felicin Suita, all’inizio dell’attuale viale Vif.
A metà degli anni ’50, in paese si era formata una squadra di calcio e le richieste nei confronti dell’Amministrazione Comunale di avere un campo per disputare le partite si fecero pressanti e così venne deciso di abbattere parte del pioppeto per realizzare il primo campo di calcio del paese. L’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1958, con la benedizione da parte del parroco don Candido Balma, alla presenza del Sindaco Leopoldo Brigatti, del Direttore dei Fratelli delle Scuole Cristiane, al tempo presenti con il loro convitto scolastico nei locali dell’ex Monastero, dei calciatori, dell’allenatore e dei dirigenti e quindi con l’esibizione della banda musicale La Rivaltese prima della disputa della partita di calcio.
Il campo sportivo non aveva recinzioni e a volte qualche pastore ne approfittava per portare al pascolo le sue greggi; non vi era neppure lo spogliatoio e i calciatori per un certo periodo usarono un piccolo locale messo a disposizione dai titolari della poco lontana osteria “da Felicin”. Qualche tempo dopo lo spogliatoio venne costruito oltre il viale alberato (attuale viale Vif). Più tardi un moderno spogliatoio venne edificato a pochi metri dal campo di calcio.
Successivamente anche i pioppi rimasti fra il campo di calcio e la via Candido Balma furono abbattuti e l’area venne asfaltata per essere adibita a parcheggio e per l’installazione di un nuovo peso pubblico, in sostituzione di quello che per tanti anni era stato in funzione sotto l’Ala di piazza Giuseppe Bionda. Sul piccolo edificio che ospitava le attrezzature del peso, un graffitaro, irresistibilmente attratto da una delle sue pareti, volle realizzarvi una sua opera. Quando il dipinto sbiadì, qualcuno lo sostituì con un’altra immagine dal soggetto alquanto inquietante: il volto di un giovane che puntava una pistola verso chi lo osservava.
Nella seconda metà degli anni ’60, all’estremità sud-est, fra viale Vif e via Luigi Einaudi, su concessione del Comune, la Provincia di Torino realizzò un magazzino deposito per materiali e attrezzature che anni dopo venne dismesso a favore del nostro Comune.
Nella seconda metà degli anni ’90, all’interno di questa area venne innalzata e contemporaneamente contestata da vari cittadini, un’alta torre con antenne per apparati di telefonia mobile.
Nell’anno 2008 l’Amministrazione comunale decise di trasformare l’area di piazza Gerbidi in area per il mercato, con conseguente smantellamento del campo di calcio, del parcheggio e del peso pubblico; il progetto venne affidato all’Architetto Gian Paolo Pitzalis di Cumiana e i lavori, per un costo complessivo di 700.000 €, affidati alla ditta Essepi-Strade di Piobesi Torinese. Subito venne abbattuta una fila di grandi olmi che fiancheggiava sul lato nord il campo di calcio, lavoro che accese numerose polemiche fra i rivaltesi, quindi tutta la piazza fu rialzata e in buona parte piastrellata, lasciando al centro e sui lati una zona verde. Nell’area fu poi realizzato un piccolo edificio per i servizi igienici, sistemate alcune panchine, una fontanella e infine messe a dimora diverse piante di Olmo siberiano.
L’elemento caratterizzante della piazza è dato dalla presenza di 2 file di 12 colonne in mattoni a vista, sulle quali sono stati inseriti i fari per l’illuminazione e che al loro interno “nascondono” gli allacciamenti di servizio per i venditori ambulanti.
Poco dopo l’inaugurazione della piazza, avvenuta l’11 settembre 2009, la vista di quelle numerose colonne deve aver acceso la fantasia di un rivaltese che pensò bene di dare un nuovo nome alla piazza, scrivendo a grandi caratteri, su un muro di proprietà privata, piazza Stonehenge, a motivo della loro (molto vaga) somiglianza con il circolo di pietre di quello straordinario sito archeologico che si trova a circa 140 chilometri da Londra.
(foto piazza Gerbidi 2009)