Storie Rivaltesi: Una bottiglia misteriosa al Monastero di Gino Gallo

Nel 1909, parte dell’edificio dell’ex Monastero di Rivalta (l’attuale Scuola Media “Don Milani”) venne affittato ai “Fratelli delle scuole cristiane”, Congregazione religiosa fondata in Francia nel 1680 da San Giovanni Battista de la Salle, dedita all’educazione della gioventù. I “Fratelli” vestivano la tonaca nera con le facciole costituite da due strisce di tela bianca inamidata che scendono dal colletto sul davanti dell’abito.

Negli anni ‘50 tutto il complesso venne donato a questa Congregazione religiosa che a Rivalta trasferì in un primo tempo il Noviziato, nel secondo dopoguerra uno Studentato e quindi un Convitto-scuola.

I “Fratelli”, oltre alle attività interne, collaboravano con la parrocchia. Nel 1947, il giovane viceparroco don Felice Novarese ha potuto organizzare il primo campo estivo della parrocchia di Rivalta a Campiglia Soana, ospitato in una casa della Congregazione. Al campo parteciparono sei giovani, fra maschi e femmine, che gradirono molto l’esperienza vissuta insieme, esperienza che venne ripetuta anche l’anno successivo.

Negli ultimi anni della II Guerra Mondiale e anche per alcuni anni successivi, i religiosi aprirono una scuola serale integrativa per i ragazzi rivaltesi della 5ª elementare e anche una sorta di 6ª classe per quelli che le elementari le avevano terminate l’anno precedente. L’iniziativa ebbe un notevole successo, in quanto furono numerosi i ragazzi che vi presero parte.

Nel 1956 i “Fratelli” organizzarono una “colonia estiva” in alcune casermette di loro proprietà in Val Clarea, alle Grange di Buttigliera, nel comune di Giaglione. A quell’esperienza partecipai anch’io insieme ad altri ragazzi di Rivalta e di Grugliasco.

A partire dagli anni ‘50, noi ragazzini rivaltesi la domenica mattina dopo la messa delle 9.00 ci recavamo dai “Fratelli” per il catechismo, finito il quale potevamo partecipare a qualche gioco, curiosando così nei locali e facendo alcune puntate nel giardino adiacente. Personalmente rimasi colpito da alcuni grandi alberi del giardino, dallo scalone in pietra che porta al primo piano e dalla meridiana posta su una parete del chiostro.

Solo in qualche occasione si vedevano per Rivalta gli studenti del Monastero, ad esempio quando a partire dal 1958, con la realizzazione del campo di calcio dei Gerbidi, si organizzavano partite tra la squadra dei “Fratelli” e quella dell’Associazione Calcio Rivalta. Gli studenti sapevano giocare molto bene e la vittoria andava quasi sempre a loro. Un’altra occasione per vederli capitava quando un gruppo, anche 30 o 40 ragazzi, partiva per Grugliasco o Giaveno diretti alle case della Congregazione, dove ancora oggi si trovano, tutti con addosso la tonaca nera, usando biciclette da donna e pedalando in lunga fila.

Scopo della Congregazione era anche quello di occuparsi dei poveri e così i “Fratelli” avevano organizzato ogni giorno una distribuzione gratuita di minestra calda. Erano diverse le persone che all’ora stabilita si recavano davanti al portone d’ingresso muniti di “baracchino” a ritirare la loro porzione di minestra,la mnestra dij Frà.

I “Fratelli” lasciarono definitivamente l’ex Monastero di Rivalta nel mese di luglio 1969 e poco prima di andarsene fecero murare dietro una parete del primo piano una bottiglia con all’interno uno scritto. Quest’ultimo fatto mi ha sempre incuriosito e, dopo varie ricerche, il 25 giugno 2012 sono riuscito a sapere dall’operaio che aveva eseguito il lavoro dove esattamente la bottiglia era stata murata. Cosa avranno lasciato scritto i “Fratelli” in quel foglio? Da allora sono passati oltre cinquant’anni e io penso sia giunto il momento di recuperare quella bottiglia e poter svelare così il mistero (dal libro RIVALTA IERI di Gino Gallo SENECA Edizioni Torino 2007).

Nell’immagine il Monastero agli inizi del ‘900. Si possono vedere la Cappella, il Chiostro, l’altro cortile dove oggi c’è la palestra della scuola media e il piazzale antistante il Mulino a quel tempo un orto-frutteto.